Things to Come 2026

Things to Come è un ciclo di incontri per esplorare i legami fra transumanesimo, fantascienza, politica e società.
Il transumanesimo immagina un progresso illimitato, in cui scienza e tecnologia aprono la strada a un salto evolutivo della specie umana, superando i limiti biologici e ampliando possibilità di vita e conoscenza. Queste idee riflettono la spinta centrale del tecnocapitalismo verso una crescita illimitata per mezzo dell’innovazione tecnologica. Eppure, il superamento delle frontiere si scontra direttamente con la realtà urgente della crisi ecoclimatica e delle crescenti disuguaglianze socioeconomiche, entrambe alimentate dalle contraddizioni di un’innovazione che si vuole libera da vincoli di ogni sorta. C’è quindi un bisogno urgente di riconsiderare i limiti come un concetto centrale per mostrarne le profonde implicazioni politiche e sociali nell’era della policrisi.
Il riconoscimento dei limiti e la loro accettazione, non deve condurci ad una rinuncia totale ma piuttosto ad un ripensamento di modelli economici ingiusti e delle implicazioni sul consumo di risorse in un mondo finito. Il limite non è una chiusura ma un’occasione per pensare futuri alternativi e, seguendo Tim Jackson, ambire a una comune prosperità senza crescita.
Per queste ragioni, il programma Things to Come propone un percorso di analisi critica che intreccia opere letterarie, film, saggi e riflessioni. Nei vari incontri rifletteremo sulla costruzione di immaginari attraverso le lenti della futurologia e della sociologia, sugli inganni retorici delle promesse tecnologiche, sui limiti delle narrazioni fantascientifiche dominanti e sulla possibilità di immaginare futuri alternativi, come per esempio nel caso del Solarpunk.

Rispettare o trasgredire i limiti? Il transumanesimo tra promesse ed eccessi
Solarpunk: una guida per cambiare il futuro
Carsopunk: Il futuro vien dal Carso
Cinque modi per leggere la fantascienza: Dall’estrapolazione alla strategia
Ripensare la riproduzione: L’ectogenesi nella fantascienza e oltre
L’IA nell’arte fra hype e fantasmagoria