La terra tersa di Ilaria Matteoni (effequ), La luce inversa di Mota (Wojtek) e Uomini pallidi di Giovanni Peparello (Zona 42) sono le tre opere finaliste del concorso.
Tra un mese a Trieste l’annuncio del vincitore scelto dalla Giuria Scientifica nella giornata conclusiva del Trieste Science+Fiction Festival
Trieste, 9 ottobre 2026 – Una multinazionale che ha sconfitto la fame, ma che nasconde un segreto; una donna che affida alla scrittura le memorie di un mondo quasi privo di esseri umani; un esperimento psicoterapeutico in cui tre coscienze si incontrano per affrontare le violenze del passato, sono questi gli scenari che presentano i tre libri finalisti della III edizione del Premio Letterario Mondofuturo: Uomini pallidi di Giovanni Peparello (Zona 42), La terra tersa di Ilaria Matteoni (effequ) e La luce inversa di Mota (Wojtek). I tre finalisti affrontano, con prospettive e linguaggi diversi, il rapporto tra corpi, memoria e trasformazione. Tre percorsi che portano l’invenzione narrativa a interrogare le conseguenze umane delle proprie premesse.
Promosso da Area Science Park e La Cappella Underground, il Premio Mondofuturo nasce per valorizzare l’incontro tra letteratura, fantascienza e scienza e premia ogni anno il miglior libro di fantascienza originale, non tradotto da altre lingue e pubblicato in I edizione nell’anno di riferimento. Per questa edizione, dedicata alle opere del 2025, sono pervenute 30 candidature, di cui 24 ammissibili, in crescita rispetto alle 19 opere in concorso in ciascuna delle prime due edizioni.
La terna finalista è stata selezionata dalla Giuria di Esperti ed Esperte, che riunisce scrittori e scrittrici, docenti universitari/e, giornalisti/e ed esperti/e di letteratura e fantascienza di fama nazionale. Sono: Nicoletta Vallorani, scrittrice e docente all’Università degli Studi di Milano (Presidente della Giuria); Loredana Lipperini, giornalista, scrittrice, autrice di Rai Radio3; Alberto Garlini, curatore di Pordenone Legge e scrittore; Alessandro Mezzenalona, Giulia Martino, scrittrice e critica videoludica; Andrea Viscusi, scrittore e content creator; Angela Bernardoni, podcaster e co-autrice di “Fantascienza: Storia delle storie del futuro”; Elisabetta Di Minico, Ricercatrice specializzata in distopia e alterità presso l’Università Complutense di Madrid; Dottor Pira, fumettista, grafico e autore televisivo italiano; Collettivo Scrittori FantaTrieste.
La scelta del vincitore è affidata alla Giuria Scientifica, composta da scienziate e scienziati, addette e addetti alla ricerca di Area Science Park e di altri enti di ricerca attivi sul territorio. A loro si affiancano alcuni membri onorari, tra cui Alberto Bollis, condirettore del quotidiano Il Piccolo, e Fabrizio Brancoli, vicedirettore dei quotidiani del gruppo Nord Est Multimedia con delega a Eventi e Cultura. La giuria ha il compito di individuare l’opera che esprime la migliore visione scientifica, tecnologica e sociale.
Il Premio Mondofuturo, con i libri finalisti e le loro visioni del mondo, è parte integrante del Trieste Science+Fiction Festival, in programma nel capoluogo giuliano dal 3 all’8 novembre 2026. Il 7 e l’8 novembre, gli autori incontreranno il pubblico per presentare le opere finaliste. La cerimonia di premiazione è in programma l’8 novembre alle 18.00.
Il progetto beneficia del contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia e del sostegno di “Io sono Friuli Venezia Giulia”.
I TRE LIBRI FINALISTI DEL PREMIO LETTERARIO MONDOFUTURO
III EDIZIONE
Uomini pallidi di Giovanni Peparello · Zona 42
La fame nel mondo è stata sconfitta: la carne-non-carne prodotta da Tunguska assicura sazietà e pace, ma anche un monopolio difficile da contrastare. Dietro il successo dell’azienda si nasconde un segreto che lega manager, forze speciali e inquietanti uomini pallidi. Dopo anni di tentativi, un giornalista riesce a entrare nel complesso per intervistare il Vicepresidente. Un’emergenza ai livelli più bassi interrompe l’incontro: un problema coi topi, dicono. La discesa verso l’abisso diventa un’indagine sulle ragioni del dominio di Tunguska, tra operazioni militari, grottesche dinamiche aziendali e qualcosa che dai sogni dell’umanità sembra voler emergere.
L’autore. Giovanni Peparello è nato a Orvieto nel 1994 e vive a Bologna, dove studia e lavora, scrivendo articoli e comunicati stampa. Suoi racconti sono apparsi su Speculariae Malgrado le mosche. Uomini pallidi è il suo primo romanzo.
La terra tersa dii Ilaria Matteoni · effequ
Alla fine di aprile del 2078, in un mondo svuotato dalla presenza umana, una donna anziana affida alla scrittura il racconto di sé. Annota visioni, perdite e gesti domestici, mentre le memorie delle figlie, della sorella e della madre popolano il silenzio. Sullo sfondo del collasso ambientale, la parola diventa custodia e cura, testamento e reinvenzione. Con una lingua poetica, segnata dalle rovine del mondo, il romanzo compone un diario postapocalittico di intima resistenza, in cui sopravvivere significa ricordare.
L’autrice. Ilaria Matteoni (Carrara, 1996) vive tra Pisa e Carrara. Nel 2023 ha pubblicato Becco d’arancia e altri racconti per L’Erudita e scrive di letteratura e cinema su L’Indiependente. Laureata in Storia dell’arte medievale all’Università di Pisa, è autrice di contributi scientifici. Dal 2021 ha intrapreso il dottorato alla Scuola Normale di Pisa, occupandosi principalmente di scultura e arredo lapideo.
La luce inversa di Mota · Wojtek
Vanessa, Siddiq e Martin partecipano, sotto la guida della dottoressa Hollis, all’esperimento psicoterapeutico della Camera a Luce Inversa. Attraverso il racconto degli abusi subiti nell’infanzia, le loro coscienze affiorano, si confondono e si contaminano, aprendo una possibilità di rielaborare il dolore. Le risposte divergono: Vanessa cerca il distacco, Siddiq il perdono, Martin è trascinato dalla rabbia verso la vendetta. Ne nasce un racconto a tre voci, lucido e onirico, sul potere della manipolazione e sulla ricerca di un luogo in cui l’amore non sia più violato.
L’autore. Mota è nato a Moncalieri nel 1981. Dopo aver frequentato una scuola di tecniche della narrazione, lasciata poco prima del diploma, dal 2006 vive in montagna. Ha svolto diversi mestieri e si è dedicato alla musica rap con lo pseudonimo di Invernomuto, continuando a scrivere. La luce inversa è il suo primo romanzo pubblicato.

