Giorno 00 Novembre 2026
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Luogo
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Un uomo intrappolato in un infinito e asettico corridoio della metropolitana si mette alla ricerca dell’uscita 8. Le regole da seguire sono semplici: non trascurare nulla di insolito; se vedi un’anomalia, torna subito indietro, altrimenti prosegui e prendi l’uscita 8; ogni singolo errore ti riporta al punto di partenza. Riuscirà mai a raggiungere il suo obiettivo e a fuggire da questo corridoio infinito?
Un’allucinante anomalia nel sistema, un adattamento cinematografico dell’omonimo videogioco del 2023 che mescola le geometrie impossibili di Escher ai loop temporali di Ricomincio da capo e alle vertiginose prospettive dell’Overlook Hotel di Shining. Uno squarcio nella fragile tela della vita. Tutto ciò che sai del mondo verrà spazzato via!
A man trapped in an endless sterile subway passageway sets out to find Exit 8. The rules of his quest are simple: do not overlook anything out of the ordinary. If you discover an anomaly, turn back immediately. If you don’t, carry on. Then leave from Exit 8. But even a single oversight will send him back to the beginning. Will he ever reach his goal and escape this infinite corridor?
A mind-bending glitch in the matrix, this cinematic adaptation of the 2023 video game blends Escher-esque impossible geometry, Groundhog Day-like time loops and the vertiginous perspectives of the Overlook Hotel in The Shining. A rip in existence’s fragile fabric, everything you know about the world will be snuffed out!
«Questo film si svolge interamente all’interno di un corridoio sotterraneo che si ripete all’infinito. Attraverso le immagini e il sound design, il pubblico avrà la sensazione di essersi addentrato in una delle illusioni ottiche di Escher, immerso in una dimensione onirica e sfuggente. Mentre il protagonista attraversa il corridoio, dovrà individuare inquietanti “anomalie” e cercare l’Uscita 8. L’unica regola è semplice: tornare indietro se c’è un’anomalia, andare avanti se non ce n’è una. Questa unica regola però trascina il viaggiatore smarrito in una spirale di paura e paranoia. Come ne I racconti della luna pallida d’agosto di Mizoguchi o in Shining di Kubrick, il film è un viaggio da incubo attraverso un labirinto in cui tempo e spazio sono deformati. Pur mantenendo l’intrattenimento tipico di un film horror, il film esplora anche temi profondi. Il corridoio che si ripete è una metafora della nostra quotidianità, mentre le anomalie simboleggiano il senso di colpa o i peccati latenti del protagonista, o della società nel suo complesso. Tutti attraversiamo routine apparentemente ordinarie, incontrando piccoli segnali che ci suggeriscono che qualcosa nel mondo “non va”. Possono sembrare frammenti insignificanti, ma riflettono una realtà più profonda. Ignoriamo questi segnali e ci perdiamo in un mondo senza uscita? Oppure li riconosciamo e ci dirigiamo verso la luce? Che ne siamo consapevoli o meno, è una scelta che compiamo ogni giorno. Il corridoio bianco potrebbe essere un purgatorio che ci mette di fronte ai nostri peccati, oppure forse una metafora del grembo materno. Il cartello illuminato di giallo con la scritta “Uscita 8” veglia su di noi, quasi come se avesse una volontà propria. Questo è un film horror ambizioso e anticonvenzionale, ambientato nei passaggi sotterranei di Tokyo e pensato per un pubblico globale.»
Genki Kawamura
«This film takes place entirely within an endlessly repeating underground corridor. Through its visuals and sound design, audiences will feel as though they’ve wandered into one of Escher’s optical illusions—caught in a dreamlike haze. As the protagonist navigates the corridor, they must identify disturbing “anomalies” and seek out Exit 8. The only rule is simple: turn back if there’s an anomaly, move forward if there isn’t.
But this singular rule plunges the lost traveler into a spiral of fear and paranoia. Much like Mizoguchi’s Ugetsu or Kubrick’s The Shining, this film is a nightmare journey into a labyrinth of warped time and space. While the film maintains the entertainment value of a horror movie, it also explores profound themes. The looping corridor is a metaphor for our daily routines, and the anomalies symbolize the latent guilt or sins within the protagonist—or society at large. We all go through seemingly mundane routines while encountering subtle signs that something is “off” in the world. They may seem like small fragments, but they reflect the deeper reality. Do we ignore these signs and become lost in a world with no exit? Or do we recognize them and head toward the light? Whether we know it or not, this is a decision we make every day. The white corridor may be a purgatory that confronts us with our sins—or perhaps a metaphorical womb.
The yellow-lit sign reading “Exit 8” watches over us, almost as if it has a will of its own. This is an ambitious and unconventional horror film set in the underground passages of Tokyo, aimed at a global audience.»
Genki Kawamura
Sceneggiatura / Screenplay
Kentaro Hirase, Genki Kawamura
Fotografia / Cinematography
Keisuke Imamura
Montaggio / Editing
Sakura Seya
Suono / Sound
Masahito Yano
Musica / Music
Yasutaka Nakata (CAPSULE), Shohei Amimori
Effetti Speciali / Special Effects
Seiji Masamoto
Interpreti / Cast
Kazunari Ninomiya, Yamato Kochi, Naru Asanuma, Kotone Hanase
Produttori / Producers
Yuto Sakata, Kenji Yamada, Akito Yamamoto, Taichi Ito
Produzione / Productions
Toho Co., Ltd., Story Inc., Office Nino Co., Ltd., Metro Ad Agency Co., Ltd., Aoi Pro. Inc., Lawson, Inc., Suirinsha Ltd., Tohan Corporation
Distribuzione Internazionale / International Distribution
Goodfellas
Distribuzione Italiana / Italian Distribution
Adler Entertainment
Genki Kawamura
Regista, produttore e scrittore, nel 2012 ha pubblicato il romanzo Se i gatti scomparissero dal mondo, diventato un bestseller internazionale con oltre 2 milioni di copie vendute e tradotto e pubblicato in 32 Paesi. Come produttore, Kawamura ha lavorato a film come Your Name. (2016) e Suzume (2022), diretti da Makoto Shinkai, Mirai (2018) e Belle (2021), diretti da Mamoru Hosoda, e Monster (2023), diretto da Kore-eda Hirokazu. Ha inoltre co-creato con Kore-eda Hirokazu The Makanai, serie originale Netflix. Il suo esordio nel lungometraggio, A Hundred Flowers, adattamento del suo stesso romanzo, ha vinto la Concha de Plata per la Miglior Regia al Festival di San Sebastián nel 2022.
A director, producer and writer, In 2012 he published his novel If Cats Disappeared from the World which became a worldwide bestseller, selling over 2 million copies and has appeared in translation in 32 countries.
As a producer, Kawamura has worked on films including Your Name. (2016) and Suzume (2022) directed by Makoto Shinkai, Mirai (2018) and Belle (2021) directed by Mamoru Hosoda, and Monster (2023) directed by Kore-Eda Hirokazu.
He also co-created with Kore-Eda Hirokazu The Makanai, a Netflix original series. His feature film debut, A Hundred Flowers, an adaptation of his own novel, won Silver Shell for Best Director in San Sebastian Film Festival 2022.


