{"id":6453,"date":"2015-09-15T11:27:32","date_gmt":"2015-09-15T09:27:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/?p=6453"},"modified":"2022-01-27T12:03:49","modified_gmt":"2022-01-27T11:03:49","slug":"marte-chiama-sacks","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/marte-chiama-sacks\/","title":{"rendered":"Marte chiama Sacks"},"content":{"rendered":"<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h5 style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\">Marte chiama Sacks &#8211;\u00a0Perch\u00e9 la fantascienza ha bisogno di confondere mogli e cappelli<br \/>\n<\/span><span style=\"font-family: Helvetica;\">di <\/span><span style=\"font-family: Helvetica;\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Jacopo Berti<\/span><\/span><\/h5>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"><br \/>\nQuando Oliver Sacks, scomparso recentemente\u00a0all&#8217;et\u00e0 di ottantadue anni, pubblica, nel 1995, <span style=\"color: #d7b03c;\">Un antropologo su Marte<\/span>, il suo profilo barbuto e occhialuto \u00e8 gi\u00e0 piuttosto noto al grande pubblico attraverso il volto di Robin Williams, che lo interpreta nel film <span style=\"color: #d7b03c;\">Risvegli<\/span> del 1990. Nell&#8217;omonimo volume del 1973, cos\u00ec come in diversi libri successivi, il neurologo inglese descrive il suo lavoro di diagnosi e di cura di pazienti che hanno sub\u00ecto danni neurologici, di individui affetti da particolari patologie, difetti, o semplicemente caratterizzati da insolite qualit\u00e0 che coinvolgono gli ambiti della percezione, del linguaggio, della memoria, dello stato di coscienza. <!--more--><\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\">Del 1985 \u00e8 <span style=\"color: #d7b03c;\">L&#8217;uomo che scambi\u00f2 sua moglie per un cappello<\/span>, forse il suo libro pi\u00f9 noto. Confesso che, quando alcuni anni fa vidi il volume in libreria, pensai subito ad un titolo metaforico o allegorico; o nel peggiore dei casi &#8211; complice la traduzione di &#8220;mistook&#8221; con &#8220;scambi\u00f2&#8221; &#8211; a qualche aberrazione economica o legale. Non ero preparato a quello che stavo per leggere: la storia di un signore che, affetto da agnosia visiva, era incapace di attribuire un senso alle immagini che gli occhi, perfettamente funzionanti, gli trasmettevano. Uscendo dallo studio di Sacks, l&#8217;uomo confuse la testa della consorte con un copricapo, fintanto che non prov\u00f2 ad afferrarla per indossarlo. La lettura di questa e di altre storie fu &#8211; e corro volentieri il rischio di sembrare retorico &#8211; illuminante. Salvo alcuni brani di Freud, il genere letterario &#8220;caso clinico&#8221; non aveva mai esercitato su di me un grande fascino; n\u00e9 credevo di poter trarre qualcosa di buono, privo com&#8217;ero di qualsiasi competenza specifica, da un libro di neurologia. Invece, sin dalle prime pagine, Sacks si dimostra, oltre che un ottimo medico, un abile narratore, capace di illustrare anche al profano i punti salienti del proprio lavoro. In questo senso, la disposizione d&#8217;animo che ne esalta la qualit\u00e0 professionale \u00e8 la stessa che contribuisce a farne un grande scrittore: la dedizione e l&#8217;attenzione per gli individui, per le loro esperienze soggettive, per la loro pi\u00f9 o meno compromessa ma mai del tutto soppressa capacit\u00e0 di abitare lo spazio dell&#8217;umano consorzio. Attraverso il susseguirsi dei casi clinici del Sacks-medico, il Sacks-scrittore indaga sul rapporto tra malattia e &#8220;normalit\u00e0&#8221;, sul concetto generale di malattia e sulla paradossale, inquietante realt\u00e0 di quelle patologie che, partendo come affezione che colpisce un individuo come un accidente esterno, giungono a costituire una parte integrante di quella persona, del suo stare al mondo, a tal punto che la guarigione comporta una sofferenza pi\u00f9 grave della malattia.<\/span><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-full wp-image-6456\" src=\"http:\/\/127.0.0.1\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/Oliver-Sacks1.jpg\" alt=\"Oliver-Sacks1\" width=\"992\" height=\"558\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt; line-height: 1.5;\">Una delle immagini pi\u00f9 comuni nelle opere di Sacks \u00e8 quella del ribaltamento: il capovolgimento di giudizi, di valori, di punti di vista. L'&#8221;antropologo su Marte&#8221;, che d\u00e0 il titolo ad uno dei sui libri pi\u00f9 significativi, non \u00e8 Sacks alle prese con persone talmente strane da sembrare originarie di un altro pianeta. \u00c8 la prospettiva di una di questi &#8220;diversi&#8221;, la psicologa e zoologa Temple Grandin, che con questa metafora di alienit\u00e0 descrive le sue impressioni di autistica in un mondo di neurotipici.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> Ma perch\u00e9 parlare di Oliver Sacks in uno spazio che si vorrebbe dedicato alla fantascienza? Lo spunto marziano \u00e8, ovviamente, pretestuoso. L&#8217;importanza di autori come Sacks sta nella capacit\u00e0 di fondere i due linguaggi, quello tecnico e quello narrativo; le due culture, quella scientifica e quella umanistica, in forme ibride come la fantascienza, in opere che ricordano che l&#8217;ibridazione non \u00e8 una contaminazione degli strumenti per conoscere e comprendere la realt\u00e0 che ci circonda, ma essa stessa uno degli strumenti pi\u00f9 atti allo scopo.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> Isaac Asimov sfidava i colleghi scrittori di fantascienza a rappresentare in maniera convincente le modalit\u00e0 di percezione e i processi mentali di un ipotetico essere alieno. La sua logica era stringente: se lo puoi scrivere gi\u00e0 ti appartiene, gi\u00e0 non \u00e8 alieno. Leggere Sacks, a volte, pone di fronte agli stessi dubbi: la comprensione dell&#8217;altro &#8211; alieno in quanto, banalmente, altro da me stesso &#8211; \u00e8 cos\u00ec naturale e accorata da sembrare a tratti illusoria. Ma ogni libro di Sacks si finisce di leggere nella ferma convinzione che l&#8217;empatia e la comunicazione tra esseri umani siano effettivamente possibili.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<figure id=\"attachment_6454\" aria-describedby=\"caption-attachment-6454\" class=\"wp-caption aligncenter\"><img decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-6454\" src=\"http:\/\/127.0.0.1\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/oliver-sachs-and-robin-williams.jpg\" alt=\"Oliver Sacks e Robin Williams sul set di 'Awakenings'\" width=\"956\" height=\"500\" \/><figcaption id=\"caption-attachment-6454\" class=\"wp-caption-text\">Oliver Sacks e Robin Williams sul set di &#8216;Awakenings&#8217;<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Marte chiama Sacks &#8211;\u00a0Perch\u00e9 la fantascienza ha bisogno di confondere mogli e cappelli di Jacopo Berti Quando Oliver Sacks, scomparso recentemente\u00a0all&#8217;et\u00e0 di ottantadue anni, pubblica, nel 1995, Un antropologo su Marte, il suo profilo barbuto e occhialuto \u00e8 gi\u00e0 piuttosto [&hellip;] <a class=\"g1-link g1-link-more\" href=\"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/marte-chiama-sacks\/\">More<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":39248,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"cybocfi_hide_featured_image":"","footnotes":""},"categories":[53],"tags":[],"class_list":["post-6453","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-books"],"acf":[],"wps_subtitle":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6453","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6453"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6453\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39250,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6453\/revisions\/39250"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39248"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6453"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6453"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6453"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}