{"id":6160,"date":"2015-05-26T10:01:54","date_gmt":"2015-05-26T08:01:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/?p=6160"},"modified":"2022-01-27T12:33:27","modified_gmt":"2022-01-27T11:33:27","slug":"da-auschwitz-a-interstellar-dare-senso-ai-buchi-neri","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/da-auschwitz-a-interstellar-dare-senso-ai-buchi-neri\/","title":{"rendered":"Da Auschwitz a Interstellar: dare senso ai buchi neri"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"color: #d7b03c;\">Da Auschwitz a Interstellar: dare senso ai buchi neri<\/span><\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<h5><span style=\"color: #d7b03c;\">di Jacopo Berti<\/span><\/h5>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\">Compito della scienza sperimentale \u00e8 spiegare il funzionamento e la sostanza materiale del mondo che ci circonda; viceversa le arti e le discipline umanistiche, anche quando si avvicinano a quelle scientifiche, ambiscono a una ricerca di senso, nella convinzione che l&#8217;animo umano possa individuare, se non nelle cose del mondo esterno almeno nel suo percepirle e farle proprie, qualcosa che trascenda il mero funzionamento meccanicistico e probabilistico, cos\u00ec da garantire un margine d&#8217;esistenza e d&#8217;azione per la libert\u00e0 umana.<\/span><!--more--><\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-large wp-image-6161\" src=\"http:\/\/127.0.0.1\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/15-1024x512.jpg\" alt=\"1\" width=\"940\" height=\"470\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> Quanto pi\u00f9 l&#8217;oggetto preso in esame dalla scienza \u00e8 lontano dal comune sentire, quanto pi\u00f9 assurda appare la sua descrizione in termini comprensibili ai non specialisti, tanto pi\u00f9 si avverte la necessit\u00e0 di una sua raffigurazione simbolica e allegorica, che &#8220;dica davvero qualcosa&#8221;, ovvero dica qualcosa sulle nostre vite in rapporto ad esso.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> I buchi neri, a partire dal nome, sono un ottimo esempio di oggetto misterioso ed ambiguo: il loro studio ha messo a dura prova due o tre generazioni di scienziati desiderosi di dimostrarne l&#8217;esistenza (la qual cosa, se non erro, \u00e8 avvenuta intorno agli anni &#8217;70, con l&#8217;osservazione di sistemi binari) e di conciliare in essi relativit\u00e0 generale e fisica quantistica. Alla notoriet\u00e0 dei buchi neri presso il grande pubblico hanno contribuito numerosi autori di romanzi, racconti e film di fantascienza, che hanno fatto di questo fenomeno celeste il centro delle loro speculazioni, e dei suoi dintorni (o, incredibilmente, del suo &#8220;interno&#8221;) l&#8217;ambientazione delle loro storie. O banalmente si sono serviti di esso per risolvere i non trascurabili problemi di tempistiche a cui vanno incontro gli imperi galattici degni di questo nome.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\">Ma a dare realmente un senso non contribuiscono tanto le narrazioni che riportano i buchi neri alle dimensioni umane, quanto piuttosto quelle che, nel bene o nel male, ne riconoscono l&#8217;irriducibilit\u00e0. Prendiamo ad esempio un film come <span style=\"color: #d7b03c;\">Interstellar<\/span>\u00a0(che do per scontato che abbiate visto) e una poesia di Primo Levi, <span style=\"color: #d7b03c;\">Le stelle nere<\/span>, che riporto.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\">In Interstellar, il buco nero in cui entra il pilota Cooper consente all&#8217;astronauta di comunicare con la figlia Murphy e, per mezzo suo, col se stesso del passato. La partenza di Cooper (nonostante le sue altalenanti inclinazioni: scrive &#8220;stay&#8221; ma rivela &#8211; pare &#8211; anche le coordinate della NASA) \u00e8 causata dal suo operare all&#8217;interno del buco nero, il quale a sua volta \u00e8 causato in origine dal suo intraprendere il viaggio, in un circolo di eventi il cui limite tende all&#8217;incausato e quindi al paradosso. Inoltre sembrerebbe &#8211; il condizionale \u00e8 d&#8217;obbligo &#8211; che lo stesso<span style=\"color: #d7b03c;\"> black hole\/wormhole<\/span> e la possibilit\u00e0 da parte di Cooper di visitarlo siano opera di esseri pentadimensionali che non sarebbero altro che gli uomini di un futuro ancora pi\u00f9 remoto. Il buco nero si rivela cos\u00ec uno strumento attraverso il quale l&#8217;umana specie si appropria della sua storia e diventa unica artefice del suo destino. I tramiti attraverso i quali l&#8217;uomo pu\u00f2 operare nel passato sono la gravit\u00e0 (che si dice diffusa anche sull&#8217;asse del tempo, ma non chiedetemi di pi\u00f9) e l'&#8221;amore&#8221;, di cui si \u00e8 tanto blaterato perch\u00e9, in effetti, la frase &#8220;l&#8217;amore \u00e8 l&#8217;unica cosa che trascende il tempo e lo spazio&#8221; sembra pi\u00f9 adatta a un cioccolatino che a un film di fantascienza. Ma solo ad un&#8217;osservazione superficiale l&#8217;amore, in Interstellar, \u00e8 indice di uno stucchevole sentimentalismo. A guardar bene esso \u00e8 funzionale alla comunicazione: al desiderio di stabilire una comunicazione anche a rischio della vita; alla possibilit\u00e0 di decifrare una comunicazione sulla base di premesse che solo una relazione affettiva, in questo caso padre-figlia, pu\u00f2 fornire.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\">Per Primo Levi, viceversa, il buco nero \u00e8 l&#8217;emblema della futilit\u00e0 della vita umana, un richiamo all&#8217;esperienza di Auschwitz sempre presente alla memoria dell&#8217;autore. Levi, scrittore di opere autobiografico-testimoniali (chi non ha letto a scuola &#8220;<span style=\"color: #d7b03c;\">Se questo \u00e8 un uomo<\/span>&#8220;?) ma anche di raccolte di racconti di fantascienza (di cui presto o tardi scriver\u00f2), legge nel 1974 un articolo del giovane Kip Thorne, lo stesso Thorne che quarant&#8217;anni dopo avrebbe visto nel progetto di &#8216;Interstellar&#8217; un modo di divulgare e di proseguire i suoi studi.<span style=\"color: #d7b03c;\"> The Search for Black Holes<\/span> appare sul \u00abScientific American\u00bb di Dicembre, e questa \u00e8 la poesia con cui Levi lo commenta:<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"page\" title=\"Page 2\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\">Nessuno canti pi\u00f9 d&#8217;amore o di guerra.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> L&#8217;ordine donde il cosmo traeva nome \u00e8 sciolto;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> Le legioni celesti sono un groviglio di mostri,<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> L&#8217;universo ci assedia cieco, violento e strano.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> Il sereno \u00e8 cosparso d&#8217;orribili soli morti,<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> Sedimenti densissimi d&#8217;atomi stritolati.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> Da loro non emana che disperata gravezza,<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> Non energia, non messaggi, non particelle, non luce;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> La luce stessa ricade, rotta dal proprio peso,<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> E tutti noi seme umano viviamo e moriamo per nulla,<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> E i cieli si coinvolgono perpetuamente invano.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\">I versi, di alcuni dei quali si nota la rispondenza all&#8217;articolo di Thorne, descrivono un cosmo inospitale, inadatto alla vita, anzi apparentemente ad essa avverso: le stelle nere sembrano sul punto di inghiottirla per non lasciarne traccia. Nell&#8217;ottavo verso, tra tre termini scientifici (energia, particelle, luce) risalta un sostantivo relativo alla comunicazione: messaggi. Questi, soprattutto, sprofonderanno nei buchi neri e non ne usciranno; il destino dell&#8217;uomo \u00e8 in ogni caso quello di abbandonare questa realt\u00e0 senza lasciare di s\u00e9 alcuna testimonianza. Il senso dei buchi neri \u00e8 la mancanza di un qualsiasi senso.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> Levi torner\u00e0 sull&#8217;argomento nel 1981, citando e riportando parte dell&#8217;articolo di Thorne nella sua antologia <span style=\"color: #d7b03c;\">La ricerca delle radici<\/span>. Qui il senso del tragico \u00e8 fortemente contrapposto alla soddisfazione per i progressi della scienza: \u00abforse esistiamo per caso, forse siamo la sola isola d&#8217;intelligenza nell&#8217;universo, certo siamo inconcepibilmente piccoli, deboli e soli, ma se la mente umana ha concepito i buchi neri, ed osa sillogizzare quanto \u00e8 avvenuto nei primi attimi della creazione, perch\u00e9 non dovrebbe debellare la paura, il bisogno e il dolore?\u00bb.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\">Infine, richiama i buchi neri in un articolo su \u00abLa Stampa\u00bb del gennaio 1987: <span style=\"color: #d7b03c;\">Il buco nero di Auschwitz<\/span>. Il tema \u00e8 quello della comunicazione: lo scopo dei nazisti, cos\u00ec come quello dei revisionisti contro i quali Levi polemizza, era negare l&#8217;Olocausto. Dal &#8220;buco nero di Auschwitz&#8221; non doveva uscire nulla: non energia, non messaggi&#8230;<\/span><br \/>\n<span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\"> Questo era l&#8217;incubo di Levi: l&#8217;incomunicabilit\u00e0, l&#8217;impossibilit\u00e0 di dire quel che \u00e8 stato, il timore di non essere ascoltato. Il cancello di Auschwitz era un orizzonte degli eventi di vergognosa ignavia e complicit\u00e0: nulla di ci\u00f2 che accadeva l\u00ec dentro poteva influenzare un osservatore esterno.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Helvetica; font-size: 12pt;\">Dallo stesso fenomeno astronomico, anzi, di pi\u00f9, dagli studi dello stesso autore, si sono ricavate a distanza di quarant&#8217;anni due visioni del mondo opposte. Ma non c&#8217;\u00e8 alcuna intollerabile contraddizione: da molto prima che lo facesse qualsiasi scienza, la narrazione individua nelle ambiguit\u00e0, nelle doppie nature, nelle indeterminazioni e nelle complessit\u00e0 del reale qualcosa che, con umilt\u00e0 e provvisoriet\u00e0, pu\u00f2 aspirare al vero.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Auschwitz a Interstellar: dare senso ai buchi neri di Jacopo Berti Compito della scienza sperimentale \u00e8 spiegare il funzionamento e la sostanza materiale del mondo che ci circonda; viceversa le arti e le discipline umanistiche, anche quando si avvicinano [&hellip;] <a class=\"g1-link g1-link-more\" href=\"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/da-auschwitz-a-interstellar-dare-senso-ai-buchi-neri\/\">More<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":39365,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"cybocfi_hide_featured_image":"","footnotes":""},"categories":[53],"tags":[],"class_list":["post-6160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-books"],"acf":[],"wps_subtitle":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6160"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6160\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39368,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6160\/revisions\/39368"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39365"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}