{"id":18602,"date":"2020-04-01T16:11:16","date_gmt":"2020-04-01T14:11:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/?p=18602"},"modified":"2021-08-19T11:51:58","modified_gmt":"2021-08-19T09:51:58","slug":"alabarde-spaziali-storie-di-fantascienza-a-est-5","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/alabarde-spaziali-storie-di-fantascienza-a-est-5\/","title":{"rendered":"Alabarde spaziali \u2013 Storie di fantascienza a est #05"},"content":{"rendered":"<h3><strong>Lo scrittore <\/strong>di Fabio Calabrese<\/h3>\n<p>Il vecchio respirava a fatica, una sorta di sordo dolore chi si era solo in parte abituato, gli gravava sul petto. Sapeva che non c&#8217;era niente da fare. L&#8217;et\u00e0, semplicemente l&#8217;et\u00e0. Un essere umano non \u00e8 fatto di acciaio, e a un certo punto, inevitabilmente, il suo organismo si logora. Il medico continuava a dire:<br \/>\n\u201cOggi ti vedo bene, ti riprenderai presto\u201d.<br \/>\nMa l&#8217;uomo sapeva che si trattava di una pietosa bugia. Tutte le cose prima o poi devono finire, e presto sarebbe toccato a lui. Stranamente, l&#8217;idea della cessazione della sua esistenza non gli incuteva paura, e non provava neppure un senso di risentimento, solo una placida rassegnazione. Poteva ritenersi soddisfatto: aveva vissuto una vita lunga e piena, quasi sempre in salute, non gli erano mancate le soddisfazioni n\u00e9 gli interessi da coltivare, aveva impiegato bene il suo tempo.<br \/>\n\u201cAnnie\u201d, chiam\u00f2.<br \/>\n\u201cSi, caro, sono qui\u201d, rispose la moglie, \u201cCosa posso fare per te?\u201d<br \/>\n\u201cNiente di speciale\u201d, rispose lui, \u201cVorrei solo che mi tenessi la mano\u201d.<br \/>\nLa donna allung\u00f2 il braccio verso il capezzale del letto, fino a stringere la mano del marito.<br \/>\n\u201cRobert, Vanda, Edward\u201d.<br \/>\nI tre figli risposero all&#8217;unisono. Robert, il maggiore, venne da pensare al vecchio, era ormai sessantenne. Vanda, \u201cla ragazza\u201d aveva un paio di anni di meno, ed Edward, \u201cil piccolino\u201d aveva ormai anche lui varcato la soglia del mezzo secolo. Il marito di Vanda e la moglie di Edward non erano nella camera, erano di l\u00e0 in salotto a tenere a bada la turbolenta schiera dei nipoti.<br \/>\nAveva una moglie devota con la quale aveva costruito un rapporto solido negli anni, tre splendidi figli che gli avevano dato molte soddisfazioni e qualche trascurabile grattacapo, e una congerie di nipoti vivaci e schiamazzanti che contribuivano a tenerlo in attivo dopo il pensionamento, e a farlo sentire vivo.<br \/>\nPer molti anni l&#8217;uomo aveva lavorato in un ufficio governativo dove era entrato dopo poco aver completato gli studi. Col tempo aveva fatto carriera, non una di quelle carriere esaltanti e fulminee, ma una progressione solida nelle responsabilit\u00e0 e anche nei miglioramenti economici, nel corso della quale non gli erano mancate n\u00e9 la stima dei superiori n\u00e9 l&#8217;amicizia dei colleghi.<br \/>\nLa fonte principale della stima che aveva ricevuto, anche se non delle soddisfazioni economiche, per\u00f2 derivava da un&#8217;altra fonte, la sua attivit\u00e0 di scrittore, di scrittore di fantascienza per la precisione.<br \/>\nRicordava come era cominciato tutto, in una maniera per la verit\u00e0 alquanto singolare: tanti anni prima, si era trovato nella casa dei nonni in vacanza, e rovistando fra le vecchie cose in soffitta, aveva trovato dentro un baule un quaderno le cui pagine erano scritte con la grafia corsiva elegante di epoche passate, aveva l&#8217;apparenza di un diario, ma la storia che raccontava era davvero singolare.<br \/>\nNarrava di una spaventosa epidemia che anni prima avrebbe falcidiato la razza umana, riducendo l&#8217;umanit\u00e0 da miliardi di persone che popolavano il pianeta, a un gruppo sparuto di superstiti.<br \/>\nRicordava di aver sbattuto le palpebre per l&#8217;incredulit\u00e0: quella storia non corrispondeva per nulla a ci\u00f2 che vedeva intorno a s\u00e9; poi cap\u00ec, o gli parve di aver capito: suo nonno o chiunque fosse stato l&#8217;autore del diario, aveva voluto probabilmente scrivere un romanzo fantastico.<br \/>\nSi era immerso nella lettura della storia e ne era rimasto affascinato. I pochi superstiti si erano ritrovati a vivere in un&#8217;atmosfera di disfacimento e di decadenza, al punto tale che fra molti di loro, incapaci di vivere in un mondo cos\u00ec desolato, si erano verificati diversi casi di suicidio. Qualcuno a questo punto aveva avuto un&#8217;idea brillante: era stato costruito un super-computer che proiettava in tutto il mondo una realt\u00e0 fatta di ologrammi che lo ripopolava di oggetti, animali, piante, persone, soprattutto persone, simulando il mondo che esisteva prima dell&#8217;epidemia.<br \/>\nIn quel momento sent\u00ec una punta di scetticismo. Una storia del genere aveva qualche elemento di verosimiglianza, si poteva davvero scambiare un ologramma per un oggetto o, a maggior ragione una persona reale? Beh, qui l&#8217;ignoto autore aveva mostrato una punta di genialit\u00e0.<br \/>\nGli oggetti che noi riteniamo solidi, spiegava, sono in realt\u00e0 composti in grandissima parte di vuoto, vuoto fra le molecole, fra gli atomi e, all&#8217;interno di essi, fra il nucleo e gli elettroni che li compongono. Ci\u00f2 che ci d\u00e0 l&#8217;impressione della solidit\u00e0 e l&#8217;impenetrabilit\u00e0 dei corpi, \u00e8 solo una questione di repulsione elettrostatica. Ottenere lo stesso effetto con degli ologrammi non presentava particolari difficolt\u00e0.<br \/>\nIl computer era anche abbastanza potente e complesso da controllare il comportamento di miliardi di simulazioni olografiche in modo che non vi fosse una differenza riscontrabile con quello dei veri esseri umani. In questo modo, la riproduzione del mondo che era stato, si era sostituita alla tragica realt\u00e0.<br \/>\nLo sconosciuto autore per\u00f2 avvertiva: la fine dell&#8217;umanit\u00e0 era solo rinviata: se un uomo o una donna senza saperlo si accoppiavano con una simulazione olografica, da un simile rapporto non potevano nascere figli, al massimo il computer poteva generare delle simulazioni olografiche che sarebbero passate per figli della coppia, modificandole nel tempo in modo da simulare la crescita di un essere umano. Allo stesso modo, poteva produrre in una donna la simulazione dei sintomi della gravidanza. In pratica con questo programma, invece di una fine in tempi brevi in un mondo atroce e squallido, spiegava l&#8217;autore, la nostra specie aveva scelto una pi\u00f9 lunga, inconsapevole, serena agonia.<br \/>\nLa trama della storia gli era parsa ottima, avvincente; con pochi ritocchi per renderla pi\u00f9 letteraria, ne sarebbe venuto fuori uno splendido romanzo di fantascienza, e cos\u00ec fece, poi mand\u00f2 il testo a un editore specializzato. Il romanzo fu pubblicato ed ebbe un discreto successo. Si sent\u00ec in colpa, perch\u00e9 si rendeva conto di aver commesso tutto sommato un plagio, anche se altrimenti quella bella trama sarebbe rimasta forse per sempre ad ammuffire nel fondo di un baule, cos\u00ec inizi\u00f2 a scrivere altre storie, romanzi e racconti che furono pi\u00f9 o meno tutti regolarmente pubblicati.<br \/>\nCominci\u00f2 a farsi un nome, ricevette diversi premi, fu ospite d&#8217;onore a diverse conventions di fantascienza, comparve pi\u00f9 di una volta in televisione, concesse interviste, firm\u00f2 autografi.<br \/>\nOgni tanto lo tormentava un dubbio: e se quello che aveva scritto fosse stato semplicemente reale? Se quel che aveva trovato in quel vecchio baule fosse stato davvero un diario col resoconto di eventi passati di cui si era voluta cancellare la memoria?<br \/>\nIn fondo, si chiedeva, incontrando una qualsiasi persona, come facciamo a sapere se dietro la sua fronte c&#8217;\u00e8 davvero una soggettivit\u00e0 simile alla nostra, o invece solo il programma di un computer in grado di far replicare a quella simulazione i comportamenti umani?<br \/>\nMa un conto sono i dubbi metafisici, e un altro conto \u00e8 la vita concreta, una vita che procedeva serena e regolare, e che era stata ricca e longeva.<br \/>\nSi rivolse alla moglie.<br \/>\n\u201cMia cara\u201d, disse, \u201cti prego, fai entrare tutti!\u201d<br \/>\nAnnie chiam\u00f2 dentro la stanza il genero, la nuora e i nipoti.<br \/>\nIl vecchio pass\u00f2 lo sguardo in giro, abbracciando con esso tutti quanti.<br \/>\n\u201cMiei cari\u201d, disse, \u201cvi voglio bene\u201d.<br \/>\nPoi chiuse gli occhi abbandonando la testa sul guanciale e lasciandosi andare.<br \/>\nIl computer centrale prese una decisione: ora che l&#8217;ultimo essere umano era morto, il programma non serviva pi\u00f9.<br \/>\nDi colpo, miliardi di simulazioni di esseri umani scomparvero, lasciando un pianeta deserto e silenzioso.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" src=\"https:\/\/sfft.noiza-assets.eu\/sfft\/2020\/04\/calabrese_foto.jpg\" alt=\"\" width=\"720\" height=\"960\" class=\"alignnone size-full wp-image-25200\" srcset=\"https:\/\/sfft.noiza-assets.eu\/sfft\/2020\/04\/calabrese_foto.jpg 720w, https:\/\/sfft.noiza-assets.eu\/sfft\/2020\/04\/calabrese_foto-225x300.jpg 225w, https:\/\/sfft.noiza-assets.eu\/sfft\/2020\/04\/calabrese_foto-561x748.jpg 561w, https:\/\/sfft.noiza-assets.eu\/sfft\/2020\/04\/calabrese_foto-265x353.jpg 265w, https:\/\/sfft.noiza-assets.eu\/sfft\/2020\/04\/calabrese_foto-531x708.jpg 531w, https:\/\/sfft.noiza-assets.eu\/sfft\/2020\/04\/calabrese_foto-364x485.jpg 364w, https:\/\/sfft.noiza-assets.eu\/sfft\/2020\/04\/calabrese_foto-608x811.jpg 608w, https:\/\/sfft.noiza-assets.eu\/sfft\/2020\/04\/calabrese_foto-36x48.jpg 36w, https:\/\/sfft.noiza-assets.eu\/sfft\/2020\/04\/calabrese_foto-72x96.jpg 72w, https:\/\/sfft.noiza-assets.eu\/sfft\/2020\/04\/calabrese_foto-600x800.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 720px) 100vw, 720px\" \/><\/p>\n<p><strong>Fabio Calabrese<\/strong>. Nato a Trieste il 12 novembre 1952, laureato in filosofia, docente di scuola superiore, coniugato, due figlie. Scrive narrativa e saggistica di fantascienza da moltissimi anni. Negli anni &#8217;70 ha dato vita assieme a Giuseppe Lippi alla fanzine Il Re in giallo, nel 2000 assieme a Roberto Furlani alla webzine Continuum. Ha pubblicato racconti e articoli su quasi tutte le riviste professionali, amatoriali e on line del settore. Ha all&#8217;attivo tre romanzi: \u201cLa spada di Dunnland\u201d, \u201cUomini e sauri\u201d e \u201cL&#8217;orizzonte di cristallo\u201d. Quest&#8217;ultimo \u00e8 stato finalista al premio Urania nel 2015, pi\u00f9 svariate antologie personali. Ha collaborato alla stesura dei due dizionari del mondo di Tolkien, quello Rusconi del 1999 e quello Bompiani del 2003. Ha pubblicato all&#8217;estero sulle riviste Foundation (Gran Bretagna), Fantaztyka (Polonia), Galaxies (Francia).<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p><b>Lo scrittore<\/b> di Fabio Calabrese <a class=\"g1-link g1-link-more\" href=\"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/alabarde-spaziali-storie-di-fantascienza-a-est-5\/\">More<\/a><\/p>","protected":false},"author":1,"featured_media":25202,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"cybocfi_hide_featured_image":"","footnotes":""},"categories":[68,67,69],"tags":[],"class_list":["post-18602","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-alabarde-spaziali","category-tsff-2020","category-tsff-extras"],"acf":[],"wps_subtitle":"Lo scrittore di Fabio Calabrese ","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18602","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=18602"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/18602\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/25202"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=18602"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=18602"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=18602"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}