{"id":7326,"date":"2015-10-20T16:51:13","date_gmt":"2015-10-20T14:51:13","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/?page_id=7326"},"modified":"2021-05-10T11:24:39","modified_gmt":"2021-05-10T09:24:39","slug":"play-it-again-2015","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/archivio__trashed\/tsff-2015\/play-it-again-2015\/","title":{"rendered":"Play It Again 2015"},"content":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 stata un\u2019epoca in cui i poligoni dominavano indiscussi e i sogni erano scomponibili in <span style=\"color: #d7b03c;\">pixel<\/span>. Erano giorni in cui la realt\u00e0 virtuale era lontana e le avventure digitali erano ancora un gioco da ragazzi confinato al bar sotto casa. Eppure i pi\u00f9 visionari hanno saputo plasmare quei sogni e creare un universo sempre pi\u00f9 reale e inconfondibile dalla realt\u00e0 che vediamo sugli schermi e che viviamo tutti i giorni. Oggi il cinema si serve ampiamente di questi strumenti, quasi distrattamente, ma quanti hanno vissuto quegli anni, e hanno testimoniato il passaggio del mondo videoludico dalla sala giochi al divano di casa, non possono essere rimasti indifferenti\u2026<\/p>\n<p><span style=\"color: #d7b03c;\">Play It Again<\/span> \u00e8 la lacrima di commozione che scende ascoltando il classico motivetto di avvio di una console a <span style=\"color: #d7b03c;\">8 bit<\/span>, \u00e8 la meraviglia di un\u2019immagine costruita con quadratini colorati.<br \/>\n<span style=\"color: #d7b03c;\">Play It Again<\/span> \u00e8 la testimonianza che i giochi sono una cosa seria: sar\u00e0 possibile ripercorrere e rivivere tutta la cultura videoludica \u201ccasalinga\u201d dagli anni \u201970 &#8211; dall&#8217;<span style=\"color: #d7b03c;\">Atari 2600<\/span> passando per il mitico <span style=\"color: #d7b03c;\">Commodore 64<\/span> del 1982 &#8211;\u00a0fino alla pi\u00f9 \u201crecente\u201d <span style=\"color: #d7b03c;\">Playstation<\/span>, che quest\u2019anno compie 20 anni e che per certi versi ha concluso un\u2019epoca rivoluzionando completamente il concetto stesso di videogioco.<\/p>\n<p>A fianco del percorso espositivo, organizzato in collaborazione con l\u2019<span style=\"color: #d7b03c;\">Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna<\/span>, Play It Again ospita una selezione di illustrazioni dalla mostra <span style=\"color: #d7b03c;\"><a href=\"http:\/\/www.cinetecadibologna.it\/fargame2011\/ev\/intrattenimento\/esposizione\">Images From Outer Space<\/a><\/span>, opere realizzate da artisti italiani che hanno tratto ispirazione dall\u2019universo fantascientifico, a partire dagli anni Ottanta \u2013 epoca in cui i videogiochi si imponevano come fenomeno di massa \u2013 fino ai giorni nostri.<\/p>\n<p>Da Roberto Recchioni, erede di Tiziano Sclavi al timone di Dylan Dog, alle matite della Marvel con il Deadpooliano Matteo Lolli e il disegnatore di Star Wars: Kanan: The Last Padawan Jacopo Camagni, passando attraverso il mondo Antropomorto di Marco Felicioni.<\/p>\n<p><span style=\"color: #d7b03c;\">Play It Again<\/span> \u00e8 pi\u00f9 di una pedante lezione teorica di storia, poich\u00e9 il modo migliore per imparare, in questo caso, consiste nel sedersi sul divano e prendere in mano il joypad per sfidare amici e sconosciuti su qualche classico, immergendosi totalmente nel mondo dei pixel&#8230;<br \/>\n&#8230;insomma <span style=\"color: #d7b03c;\">PLAY IT AGAIN<\/span>!<br \/>\n&nbsp;<\/p>\n<p>event partner<br \/>\n<span style=\"color: #d7b03c;\">Archivio Videoludico della Cineteca di Bologna<\/span> e <span style=\"color: #d7b03c;\">Telit<\/span><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>C\u2019\u00e8 stata un\u2019epoca in cui i poligoni dominavano indiscussi e i sogni erano scomponibili in pixel. 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