{"id":6224,"date":"2015-06-09T09:09:26","date_gmt":"2015-06-09T07:09:26","guid":{"rendered":"http:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/?page_id=6224"},"modified":"2021-05-10T11:44:05","modified_gmt":"2021-05-10T09:44:05","slug":"i-giorni-dei-mostri-e-delle-astronavi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.sciencefictionfestival.org\/en\/archivio__trashed\/tsff-2015\/i-giorni-dei-mostri-e-delle-astronavi\/","title":{"rendered":"I giorni dei mostri e delle astronavi"},"content":{"rendered":"<p>Il Festival del Film di Fantascienza \u00e8 stato la prima manifestazione cinematografica di rilevanza internazionale del Friuli Venezia Giulia. Fu fondato nel 1963 (esattamente nell\u2019anno in cui nasceva la Regione Autonoma FVG) da un gruppo di giornalisti e critici, scrittori ed esperti della materia provenienti in parte dall\u2019esperienza della Mostra Internazionale d\u2019Arte Cinematografica di Venezia e in parte dal settore della stampa del capoluogo giuliano.<br \/>\nLa base logistica del Festival, iniziativa con valenza culturale e turistica a cadenza annuale, con un programma di otto-nove serate consecutive nell\u2019arco del mese di luglio, era il Castello di San Giusto: centro in quegli anni della vita culturale triestina anche con un cartellone di attivit\u00e0 teatrali e rappresentazioni di spettacoli di lirica e operetta, il Cortile delle Milizie veniva trasformato in una grande arena cinematografica all\u2019aperto, con uno schermo gigante e capacit\u00e0 di ospitare pi\u00f9 di mille spettatori.<br \/>\nIl Festival della Fantascienza si afferm\u00f2 immediatamente come una delle manifestazioni pi\u00f9 seguite dal pubblico triestino, guadagnandosi fra i numerosissimi fans e cultori del genere una fama e una notoriet\u00e0 che andavano ampiamente al di l\u00e0 dei confini locali, come dimostrato dalle corpose rassegne stampa e dai carteggi ufficiali archiviati nella documentazione storica del Festival.<\/p>\n<p>I motivi che spinsero gli ideatori a pensare a Trieste come alla citt\u00e0 pi\u00f9 adatta ad ospitare la manifestazione sono certamente numerosi. Da un lato va considerata la ricca tradizione cinematografica del capoluogo giuliano, che aveva dato i natali a critici come Cosulich, Kezich e Ranieri, animatori negli anni \u201850 di una sezione cinema per il Circolo della Cultura e delle Arti. Trieste era inoltre collegata con gli Stati Uniti, e quindi idealmente con le forme di cultura pi\u00f9 popolari nei paesi anglosassoni, nel cinema come nella musica e nelle altre arti, non soltanto a causa della presenza decennale del Governo Militare Alleato e per la sussistenza di un importante Consolato degli Stati Uniti d\u2019America (fu il secondo in Europa, inaugurato nel lontano 1797), ma anche per le reti di trasporto diretto via nave fra il suo porto e New York, con i transatlantici Saturnia e Vulcania. Allo stesso modo, vanno esaminati elementi come la posizione e le radici mitteleuropee dell\u2019ex-porto dell\u2019Impero Austro-Ungarico, vantaggi non indifferenti rispetto al fatto che gran parte delle produzioni cinematografiche da esibire al Festival dovevano provenire dai paesi dell\u2019Europa dell\u2019Est e dall\u2019URSS. Infine, Trieste andava gi\u00e0 allora sviluppando un progetto di \u201ccitt\u00e0 della scienza\u201d, con l\u2019istituzione nel 1961 del Comitato Cittadino per la candidatura a sede del Centro Internazionale di Fisica dell\u2019Agenzia Internazionale per l\u2019Energia Atomica (IAEA), che avrebbe portato nel 1964 alla nascita del Centro Internazionale di Fisica Teorica (ICTP); sempre nel 1964 avrebbe ricevuto nuovo slancio anche il locale Osservatorio Astronomico, che alla fine dell\u2019Ottocento aveva trovato sede fra il colle di San Giusto e quello di San Vito; e ancora negli anni \u201860 iniziarono le trattative con il CERN di Ginevra per realizzare una macchina di luce al sincrotrone, poi concretizzatasi nel progetto Elettra all\u2019interno del polo Area Science Park; la maggior parte degli altri istituti internazionali di ricerca del \u201cSistema Trieste\u201d sarebbero cresciuti negli anni \u201970 e \u201980 su queste stesse radici.<br \/>\nAttraverso una doppia formula a concorso, che includeva nel programma film lungometraggi in corsa per il premio Asteroide d\u2019Oro (inizialmente intitolato Astronave d\u2019Oro, firmato nelle prime edizioni dallo scultore Marcello Mascherini e in seguito da Nino Perizi) e cortometraggi, documentari, filmati di animazione in gara per il Sigillo d\u2019oro della citt\u00e0 di Trieste, il Festival della Fantascienza riusc\u00ec a costruire nell\u2019arco di venti edizioni un palinsesto che mescolava pi\u00f9 o meno consapevolmente cinema alto e basso, proponendo in anteprima al suo pubblico pellicole che forse non saranno annoverate tra i capolavori assoluti del genere, ma sono senza dubbio esemplari di una vasta produzione eterogenea, innovativa e originale proveniente dai pi\u00f9 vari paesi del mondo. Scorrendo i cataloghi, fra le pellicole premiate e non, si evidenziano titoli come Der Schweigende Stern (1960) di Kurt Maetzig, Ikarie XB 1 (1963) di Jind\u0159ich Pol\u00e1k, La Jet\u00e9e (1962) di Chris Marker, The Man with X-Ray Eyes (1963) di Roger Corman, Matango (1964) di Ishir\u00f4 Honda, The Damned (1963) di Joseph Losey, Alphaville (1965) di Jean-Luc Godard, I criminali della Galassia (1965) di Antonio Margheriti, Faust XX (1966) di Ion Popescu-Gopo, Sedmi Kontinent (1966) di Dusan Vukotic, The Sorcerers (1967) di Michael Reeves, Gladiatorerna (1969) di Peter Watkins, Malpertuis (1971) di Harry K\u00fcmel, Silent Running (1972) di Douglas Trumbull, Schlock (1973) di John Landis, Sanatorium pod Klepsydra (1973) di Wojciech Has, The Crazies (1973) di George Romero, Dark Star (1974) di John Carpenter, Phase IV (1974) di Saul Bass, Death Race 2000 (1975) di Paul Bartel, Izbavitelj (1976) di Kstro Papi\u0107, Operation Ganymed (1977) di Rainer Erle, Test Pilota Pirx (1979) di Marek Piestrak, La mort en direct (1980) di Bertrand Tavernier, Possession (1981) di Andrzej Zulawski, Malevil (1981) di Christian de Chalonge, The Survivor (1981) di David Hemmings&#8230;<br \/>\nAltrettanto prezioso fu il lavoro svolto dalla direzione del Festival attraverso le rassegne retrospettive; per citarne alcune fra le pi\u00f9 importanti, La fantascienza cinematografica in collaborazione con la Cin\u00e9math\u00e8que Fran\u00e7aise (1964); Alcuni archetipi del cinema di fantascienza (1968) con il British Film Institute, la personale Roger Corman (1969), ll surrealismo nel cinema con la Cineteca Nazionale (1971), e soprattutto tre rassegne che hanno fatto storia, curate da La Cappella Underground, Fant\u2019Italia (1976), Fant\u2019America 1: Tod Browning e Lon Chaney (1977) e Fant\u2019America 2: Serials (1978).<\/p>\n<p>Infine, le manifestazioni collaterali del Festival costituivano una parte non indifferente del programma complessivo, includendo mostre di libri e periodici, esibizioni di carattere artistico, tavole rotonde e conferenze stampa dei principali esponenti del settore, non solo del versante cinematografico ma anche di quello letterario. Un sommario elenco dei principali ospiti presenti alle venti edizioni non pu\u00f2 trascurare i nomi degli scrittori Brian Aldiss, James Blish, John Brummer, Arthur C. Clarke, Harry Harrison, Frederik Pohl; i saggisti Kingsley Amis, Jacques Bergier, Umberto Eco, Goffredo Fofi; i registi Alessandro Blasetti, Roger Corman, Riccardo Freda, Antonio Margheriti, Mario Soldati, Bertrand Tavernier.<br \/>\nIl Festival prosegu\u00ec la sua parabola nell\u2019arco di venti edizioni, fino al 1982. Quali furono le cause della sua ingloriosa fine \u00e8 un interrogativo che il pubblico e gli addetti ai lavori si pongono fin da quella data. Fu solo nell\u2019anno 2000 che l\u2019esperienza del Festival, sotto la sigla \u201cScience+Fiction\u201d, fu recuperata e restituita a nuova vita, come nel mito antico della Fenice o in quello del \u201cmoderno Prometeo\u201d, in una dimensione internazionale popolata ormai da numerosi cinefestival votati ai mondi del fantastico.<br \/>\nQuesta per\u00f2 \u00e8 un\u2019altra storia, proiettata tutt\u2019oggi verso l\u2019universo del futuro.<\/p>\n<p>di Daniele Terzoli<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Festival del Film di Fantascienza \u00e8 stato la prima manifestazione cinematografica di rilevanza internazionale del Friuli Venezia Giulia. 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