MONDOFUTURO 02×03: Omar Rashid e la realtà virtuale

Giovedì 8 ottobre alle 18 sarà OMAR RASHID il protagonista dell’incontro targato M O N D O F U T U R O, serie di interviste web organizzata dal Trieste Science+Fiction Festival per parlare del mondo di domani con scienziati, scrittrici, filmakers, comunicatori ed esperte di new media.
 
Il regista VR Omar Rashid dialogherà dalla pagina Facebook del Trieste Science+Fiction Festival assieme a Francesco Ruzzier.
Sarà l’occasione per parlare del nuovissimo documentario VR “Lockdown 2020 | L’Italia Invisibile” scritto e diretto da Rashid durante la quarantena e distribuito da Rai Cinema. 

Mentre la vita della maggior parte delle persone era quasi cristallizzata, in un momento di pausa pregno di inquietudine, limitazioni e nuove abitudini da acquisire, le città respiravano. Vuote. Lockdown 2020 è un film VR documentario, un tour per raccontare un’Italia che nessuno poteva vedere, ma che era lì, immobile nella sua maestosità. La realtà virtuale veicola la totale immersione nelle immagini, la vicinanza attraverso quel distacco che abbiamo vissuto.

Nel portare lo spettatore direttamente nel cuore del contenuto, la realtà virtuale può presentarsi oggi come la nuova frontiera del documentario? Riesce questo tipo di tecnologia a dare un significato diverso a quello che fino a qualche mese fa era lo scenario distipico per eccellenza scolpito nell’immaginario collettivo?

Omar Rashid, art director, produttore, designer, termina gli studi al Polimoda di Firenze nel 2002. Dopo alcune esperienze come designer di abbigliamento fra Parigi e New York, crea la sua linea streetwear e usa canali non convenzionali per farla conoscere. La passione per i nuovi linguaggi e la loro applicazione diventa l’elemento centrale della sua professione. Nel 2013 realizza Gold AR, app in realtà aumentata vincitrice degli Auggie Award come Miglior Campagna Marketing basata sulla Realtà Aumentata. Nel 2016, insieme a Elio Germano, realizza NoBorders VR, primo documentario italiano che usa la realtà virtuale, vincitore del premio Migrarti del Mibact alla Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia.