UK, 2015, 89’
di Paul Hyett
con Ed Speleers, Elliot Cowan, Rosie Day, Shauna MacDonald, Amit Shah, Sam Gittins

Joe ha alle spalle una lunga giornata di lavoro e si sta preparando per andare a casa, quando il suo nuovo e arrogante capo lo obbliga a fare un altro turno sull’ultimo treno della notte in partenza da Londra. Un treno abitato dal peggio dell’umanità: ubriaconi, frequentatori di locali notturni e impiegati stacanovisti che non vedono l’ora di arrivare a casa. Come se non bastasse, c’è anche una tempesta che sta causando problemi alle linee ferroviarie. Tutto come al solito, quindi, finché il treno non si blocca all’improvviso e resta al buio nel mezzo della foresta di Thornton: sembra aver urtato qualcosa. Ma poi l’autista del treno, che è uscito a controllare la situazione, scompare…
“Non volevo fare un film con quegli enormi e pelosi lupi mannari: mi piacciono i lupi mannari de L’ululato e Un lupo mannaro americano a Londra, ma sono già stati portati sullo schermo, e brillantemente, dai loro autori. E comunque non era tanto una questione di fare un film sui lupi mannari, quanto ritrarre dei personaggi interessanti intrappolati in un treno mentre chi li minaccia cerca di entrare, nonché far vedere le loro reazioni. Ogni personaggio è così ben delineato che ne vengono fuori tanti viaggi personali. È un film horror con una spiccata sensibilità. […] La cosa interessante nel lavoro di direzione degli attori è stata che tutti sembravano sapere come si sarebbero comportati i rispettivi personaggi. Ho lasciato loro molto spazio in modo che potessero reagire come pensavano fosse giusto, anche se in maniera diversa rispetto alla sceneggiatura: è stata davvero una questione di capire gli attori e aiutarli perché loro potessero aiutare me…” – Paul Hyett