[Ikarie XB-1] Cecoslovacchia, 1963, b/n, 35 mm, 84′
di Jindrich Polak
Sceneggiatura Stanislaw Lem (novel “Oblok Magellana”) Pavel Jurácek, Jindrich Polák – Fotografia Jan Kališ – Montaggio Josef Dobrichovský – Musiche Zdenek Liška – Interpreti Zdenek Štepánek, Radovan Lukavský, Dana Medrická, Miroslav Machácek, František Smolík – Produttore Vladimir Bor

Sull’onda del suo film per bambini Klaun Ferdindand a Raketa (1962) e senza dubbio su quella del succeesso sovietico di Planeta Burg (1962), Polak ha realizzato questo racconto piuttosto asettico di una spedizione internazionale che lascia il proprio mondo automatizzato del venticinquesimo secolo, su una nave spaziale comandata da Abajev, alla ricerca di un mondo “verde”, nella versione inglese, un mondo “bianco” in quella originale. Si imbattono in un’astronave abbandonata contenente i cadaveri di membri dell’equipaggio e passeggeri, morti ormai da secoli – un episodio ripreso con un effetto più inquietante in Alien (1979). Il film è freddo e distaccato, come se i personaggi e il loro mondo fossero visti da una prospettiva completamente distante. […] La versione USA di questo film ceco, doppiata, ridotta a sessantacinque minuti e intitolata Voyage to the End of the Universe, ha una scena aggiunta nel finale, probabilmente per spiegare perché la versione inglese parli della ricerca di un mondo “verde” invece che “bianco”: mentre la navicella si avvicina a destinazione, i suoi occupanti guardano fuori e vedono… la Statua della Libertà.