La porta sul buio: testimone oculare

EDIZIONE 2003

[La Porta sul Buio: Testimone Oculare] Italia, 1973, colore, 35 mm, 53′
di Roberto Pariante
Sceneggiatura Dario Argento, Luigi Cozzi – Fotografia Elio Polacchi – Montaggio Amedeo Giomini – Musiche Giorgio Gaslini – Interpreti Marilù Tolo, Riccardo Salvino, Glauco Onorato

Una donna racconta alla polizia di aver assistito ad un omicidio, ma nessuno le crede perché dell’accaduto non è stata rinvenuta alcuna prova.
Pur essendo firmato da Roberto Pariante, l’episodio venne in realtà girato da Argento, il cui tocco è individuabile nella presenza di un misterioso individuo che, in guanti neri, parla al telefono con voce sibilata, nella ritmata colonna sonora che fa ampio uso di piatti e percussioni (ricordando molto lo score composto da Ennio Morricone per Quattro mosche di velluto grigio), nello stacco dal piano lungo al primissimo piano. Sono, invece, del tutto assenti humor ed ironia che contraddistinguono Il tram, venendo questi sostituiti da un clima “nero” ed asfissiante e da una costante sensazione di minaccia e di pericolo incombenti sulla protagonista (interpretata da Marilù Tolo), percepibile fin dalle prime immagini del film. Infatti, a differenza dell’altro episodio, nel quale la tensione esplodeva tutta negli ultimi venti minuti, qui si assiste ad un graduale accumulo di dati “allarmanti” (un cadavere che sparisce, telefonate minacciose, serrature forzate, cavi telefonici tagliati) a sottolineare la dimensione claustrofobica ed angosciante in cui viene a trovarsi la protagonista (ha visto un cadavere di donna, ma nessuno le crede), sempre più isolata all’interno della propria abitazione-prigione; peraltro, proprio il finale è l’unico punto di contatto con Il tram, nel quale Giulia rimaneva prigioniera nel deposito. Un finale, tra l’altro, che presenta diverse analogie con il già citato Halloween – La notte delle streghe.