Fantastic Shorts

Méliès d’Argent – Shorts
Il fantastico danza sugli schermi fin dalle origini del cinema. Indossando maschere terribili e meravigliose ci mostra chi eravamo, chi siamo e chi saremo. Passato, presente e futuro compongono una sola immagine sullo schermo illudendoci che il tempo scorrerà eternamente. Mostri e creature emergono dall’ombra o dal fondo delle pozze d’acqua. C’è chi cerca di fuggire e chi cerca e basta, da cosa o che cosa non è dato sapere.

Arene
di Henrik Bjerregaard Clausen
Danimarca, 2016, 4’44”

Blight
di Kate Walshe, Christopher Goodman
Gran Bretagna, 2015, 6’6″

Bruce Gallagan
di Pau Perramon
Spagna, 2016, 14′

Getting Fat in a Healthy Way
di Kevork Aslanyan
Bulgaria, 2015, 22′

Hilde
di Felix Knoche
Germania, Austria, 2016, 20′

I need my space
di Jesse Pohjonen
Finlandia, 2016, 10’26”

Inner Land
di Vivian Papageorgiou
Grecia, 2015, 18′

Into the mud
di Pablo Pastor
Spagna, 2015, 10’15”

Iron Mountain
di Romain Brachet, Sébastien Fraud, Alexandre Guerre, Damien Kessler, Maxime Marline
Francia, 2015, 5’11”

Mars IV
di Guillaume Rieu
Francia, 2016, 15′

Mechanical
di Alba Capilla
Spagna, 2016, 4’45”

The Plan
di Pierre Teulières
Francia, 2016, 12’59”

Queen Kong
di Monica Stambrini
Italia, 2016, 19′

Redux
di Vitaly Verlov
Russia/USA, 2015, 9′

Story of R32
di Vladimir Vlasenko
Ucraina, 2016, 2’28”

Till death do us part
di Alexander Schulz
Germania, 2016, 15′

Trial
di Keith Lynch, David T. Lynch
Gran Bretagna, 2015, 15’56”

White Collar
di Natalia Lampropoulou
Grecia, 2016, 7’51”

Spazio Corto
Quello di quest’anno è un percorso tortuoso attraverso i generi horror e fantascientifico, due territori spesso così differenti ma in continuo dialogo tra loro. L’uno rimanda al passato, al ferino, all’istintivo, l’altro si protende disperatamente al futuro, punta sull’antropocentrismo, si veste di raziocinio. Il futuro immaginato non è quasi mai radioso né asettico. L’umanità è essa stessa organismo incontrollabile, virulento ed autofagico. Il vero orrore non si nasconde sotto la terra, ma dietro le superfici lisce e senza spigoli.

Asphyxia
di Alessandra Angeli
Italia, 2016, 20′

Can you decide
di Lu Pulici
Italia, 2016, 4’55”

Djinn Tonic
di Domenico Guidetti
Italia, 2016, 14’20”

Hitchhike
di Filippo Cinotti
Italia, 2016, 3’37”

Hypogeum
di Alessandro Moscatt, Alessandro Della Villa
Italia, 2015, 24′

Italy 2050
di Pablo Apiolazza
Italia, 2016, 1’57”

Nuova era
di Manuele Trullu
Italia, 2015, 25′

Selezione artificiale
di Fabio Fossati
Italia, 2016, 13′

US
di Cristiano Gazzarrini
Italia, 2016, 19’45”

Who is the superhero?
di Antonino Valvo
Italia, 2016, 2’30”

Out of Competition
L’eccentricità è solo una questione di equilibrio. Il “fuori” non è necessariamente un giudizio di valore. La geografia e la politica pongono dei confini che in qualche modo rimandano ai bordi stessi dello schermo. Ma le immagini permettono di essere contemporaneamente qui e lì. Viaggiamo e ci spostiamo nello spazio e nel tempo. Ovunque. Dovunque.

The Babysitter
di Frédéric Chalté
Canada, 2016, 17’50”

Deux escargots s’en vont
di Jean-Pierre Jeunet, Romain Segaud
Francia, 2016, 3’14”

The Disappearance of Willie Bingham
di Matthew Richards
Australia, 2015, 12’44”

Dawn of the Deaf
di Rob Savage
Gran Bretagna, 2016, 12′

Eigengrau
di Tomer Yaacoby
Israele, 2015, 11′

The Garden
di Natalia Iyudin
USA, 2015, 13’36”

Golden Shot
di GÖkalp GÖnen
Turchia, 2015, 8′

Homunculus
di Exequiel Sambucetti
Argentina, 2015, 15′

Lunatique
di Gabriel Kalim Mucci
Brasile, 2016, 15′

Never Tear Us Apart
di Sid Zanforlin
Canada, 2015, 7′

No compassion no mercy
di Juanan J. Arasa
Canada, 2016, 16′

Quenottes
di Pascal Thiebaux, Gil Pinheiro
Francia/Lussemburgo, 2016, 13′

Reset
di Jeremy Lutter
Canada, 2015, 15’30”

Saint Frankenstein
di Scooter McCrae
USA, 2015, 15′

Sector D
di Eldar SHIBANOV
Kazachistan, 2015, 19’29”

The Tunnel
di André Øvredal
Norvegia, 2016, 15′

When Susurrus Stirs
di Anthony Cousins
USA, 2015, 11′